VACCINATI: I CONTI NON TORNANO

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  • di Fred Marenghi

Dopo diversi scandali, come quello riguardante le mascherine chirurgiche non a norma, i test PCR inattendibili, il rovinoso protocollo ministeriale della cosiddetta “tachipirina e vigile attesa” e l’ultimo rapporto dell’ISS sul vero numero dei decessi per Covid-19, ora si aggiunge il mistero del numero dei vaccinati in Italia. A sollevare questi dubbi sono i numeri riportati dagli stessi enti e istituti governativi.

Premesso che, ad oggi, una cifra univoca che determini con precisione il dato effettivo della popolazione italiana non esista. Infatti, prendendo come riferimento la data del primo dell’anno, l’ISS, Google, la Protezione Civile e l’ISTAT mostrano cifre la cui differenza va dalle 200.000 alle 900.000 unità. Come se mancasse all’’appello la regione Umbria. Al 1° gennaio 2021 il dato ONU/Wordometer stima 60.344.650 residenti sul suolo Italiano, il Word Population Project 60.586.485 e l’Istat con 59.258.348: quindi, una differenza di circa 1.328.137 teste, tra il dato più grande e quello più piccolo. Insomma, nessuno sa dire con esattezza quante persone residenti ci siano in Italia. Fatta questa importante considerazione, veniamo ai dati specifici, di rilevanza fondamentale.

Sul sito ministeriale – www.governo.it – alla voce Report Vaccini Anti Covid-19, viene riportato il numero totale delle somministrazioni effettuate ad oggi e, più nello specifico, il numero totale di chi ha ricevuto la prima dose e di chi ha effettuato il ciclo completo. Scorrendo verso il basso, superando i vari grafici, vediamo l’indirizzo web da cui questi dati vengono presi: https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini.

Nello stesso, sono presenti numerose cartelle dati. In alto a destra troviamo la voce Issues (dall’inglese, “problemi”). Cliccandoci, si apre la pagina in cui vi sono numerose chat aperte in cui medici vaccinatori, infermieri e personale sanitario di ogni genere si scambiano pareri, dubbi e perplessità su vari temi, primo fra tutti il numero di vaccini realmente somministrati e le giacenze in magazzino. In diverse chat emergono incongruenze numeriche tra i dati inseriti a computer e le rimanenze nei magazzini fisici.

In alcuni casi, le differenze sono decisamente consistenti. Ciò che emerge ha dell’incredibile: infatti, pare che molte regioni abbiano somministrato più dosi di quante ne abbiano ricevute realmente. In Lombardia queste anomalie sono piuttosto frequenti. Ad esempio, all’11 agosto vengono riportati i seguenti dati: 32015 dosi di AstraZeneca somministrate in più rispetto alla quantità consegnata e ben 182737 di Pfizer.

Analogo il discorso per le altre regioni. L’operatore che evidenzia queste discrepanze pone alla luce una ulteriore questione, ovvero: “Quante dosi per fiala vengono estratte? Ricordo che inizialmente dovevano essere 5 per fiala, successivamente 6 e adesso, pare, 7”. Tuttavia, tale quantità non trova riscontro in nessun documento ufficiale. A onor del vero, si aprirebbe un ulteriore dibattito relativo al fatto che l’Aifa, in un comunicato sul proprio sito, ha invitato i vaccinatori a estrarre più dosi possibili dalle singole fiale, ma ciò renderebbe matematicamente impossibile la somministrazione dei 0.3 ml indicati dalle stesse case farmaceutiche.

Un’altra grossa discrepanza la troviamo tra i dati che ci fornisce il sito del governo precedentemente citato e la tabella creata da uno degli operatori sanitari.

Quest’ultimo, in un commento risalente al 5 luglio dice: “Ci sono dei problemi con i nuovi numeri. Tutte le regioni hanno visto ridursi il numero delle somministrazioni rispetto a ieri (non ho ben capito il perché). In particolare, le somme non tornano più. Dai dati qui su GitHub in Veneto sono state somministrate in tutto 4.284.581 dosi, mentre invece sulla pagina principale del ministero le dosi somministrate risultano 4.396.435.

La differenza è 111.854, corrispondente alle “pregresse infezioni”, tuttavia, per quanto possa essere corretto dal punto di vista sanitario, dal punto di vista contabile in tutte le regioni c’è un mismatch tra le dosi effettivamente somministrate. Non credo si possa considerare una “pregressa infezione” come una dose Pfizer a chi ha ricevuto una prima dose Pfizer, ma che nel caso specifico conta come seconda. Dal punto di vista sanitario lui ha completato il ciclo (infezione più Pfizer), ma dal punto di vista contabile risulta come (vaccinato più vaccinato). Basti vedere il portale del Sole24Ore o Repubblica dove regione per regione non c’è corrispondenza tra le “somministrazioni totali” e (“prime dosi” più “seconde dosi”).

Consiglio di riorganizzare i dati con una colonna ai vaccinati con prima dose (reali, cioè quelli non aventi tamponi positivi antecedenti), una colonna monodose per i J&J (ai non aventi tamponi positivi antecedenti), una colonna per i “ultima dose a chi era stato precedentemente infettato” e una colonna di seconde dosi a chi non è mai stato infettato.” Tralasciando la carenza di una buona grammatica, anche in questo caso emerge la problematica dell’assenza di una metodologia unica e precisa a livello nazionale per il conteggio corretto delle dosi somministrate già dall’inizio della campagna vaccinale.

Ad aggiungersi all’elenco delle criticità di cui sopra, c’è quello che riguarda la tanto acclamata platea vaccinabile in Italia. Infatti, dai 12 agli 89 anni, secondo i dati di GitHub il totale dei vaccinabili ammonterebbe a 54.300.618, mentre per l’ISTAT sarebbero 53.399.242, con una differenza di – 901.376 persone. Nel sito del governo la cifra della suddetta popolazione cambia ancora, ammontando a 54.425.341 cittadini – generando quindi un ulteriore differenza di circa + 125.000 unità. Un’altra difformità tra le banche dati la troviamo non solo sul numero dei vaccinati, ma anche nel numero del personale sanitario.

Nel sito https://github.com/camicius/covid19- vaccini-sqlite, è possibile notare come in Piemonte in due settimane siano comparsi 26.000 sanitari. In Veneto, invece, ne sono scomparsi 30.000, in Lombardia 22.000 e nel Lazio 45.000. Saranno andati tutti in Campania, che vede aumentare il numero di oltre 78.000. In Emilia Romagna, sono comparsi magicamente oltre 12.000 over 80 e altrettanti sono apparsi in Veneto. Se scorrete le varie chat vi accorgerete che le incongruenze non finiscono qui e più passano i mesi maggiore è la loro rilevanza. Per ciò che concerne, invece, il quantitativo di dosi si osserva un’ulteriore problematica.

Alcuni operatori evidenziano continue anomalie riguardanti le giacenze di magazzino rispetto alle somministrazioni dei vaccini, ovvero risultano più dosi somministrate delle dosi consegnate, addirittura di circa il 10%.

Alla luce di questa lunga serie di incongruenze numeriche indica che tutte le notizie riportate dai media di regime sul numero effettivo di vaccinati è palesemente falso e risulta indubbiamente minore a quanto sbandierato ed auspicato dagli “esperti” che passano più tempo nei salotti televisivi che nei reparti d’ospedale. Gli apprendisti stregoni che ci governano dovrebbero sapere che la matematica non è un’opinione.

Fred Marenghi

Fonti:

Photo by Daniel Schludi on Unsplash


Fonte articolo: mittdolcino.com
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