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Togliere il voto agli ignoranti

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votoQualcuno dica alla Pairetti che dovrebbe pesare le parole essendo divenuta grandicella ormai, piuttosto che dare consigli su chi abbia diritto o meno al voto. Se poi fosse un poco più attenta saprebbe quello che quasi tutti sanno, ovvero: essendo il bacino degli elettori del PD in larga parte composto di operai, esordire chiedendo di togliere il voto a chi non è istruito in un partito che ha annoverato tra le sue fila l’ex Ministro all’istruzione Fedeli, la quale ha presentato come titolo di studio la terza media o come attualmente annovera l’attuale Ministro alle Politiche Agricole Bellanova avente anch’essa lo stesso grado di istruzione, è sicura la Pairetti di ciò che dice? Se non altro diventa lecito chiedere lei: visto e considerato che notoriamente anche chi è (con onore s’intende) un operaio, questi notoriamente dispongono in maggioranza di un basso grado di istruzione, benché questo non li diversifichi più di tanto dai su citati Ministri urge far sapere alla Pairetti, che epurata la maggioranza di elettorato di base  che elegge i politici di sinistra, un domani cosa faranno se gli elettori ritenuti ignoranti questi vengono allontanati, si voteranno da soli?

Ne consegue che chiedere da parte di chi ha avuto la fortuna di potersi cimentare in studi, poi questi chieda l’esclusione di chi tale fortuna non l’ha avuta affatto, indica che in quanto a dignità se ne ha, ne ha veramente poca! Probabilmente una dignità talmente esigua, che poi permea dubbi in chi l’ascolta, non tanto per rilevare o meno la quantità/qualità della dignità che ognuno dovrebbe avere in se, ma per misurarne semmai ve ne fosse bisogno di quanta intelligenza si è poi dotati, avendo per quanto mi riguarda aver visto in vita: mastri muratori fare il lavoro di geometri e geometri non saper fare nemmeno il muratore, odontotecnici fare lavoro di dentisti e dentisti incapaci di fare lavoro di odontotecnici, infermieri fare il lavoro di Medici e Medici incapaci di saper fare gli infermieri, casalinghe mandare avanti con un solo stipendio una famiglia numerosa e Ministri dell’economia con baget stellari far fallire interi Stati.

Con esempi del genere si potrebbero riempire pagine e pagine di libri, tanto per dimostrare che, non è il grado di istruzione a dare valore alle persone, semmai è l’intelligenza di cui queste sono dotate e probabilmente, chi vive di prosopopea come a quanto pare faccia la Pairetti, si permette poi di giudicare chi sia degno di poter esprimere o meno il proprio voto. A questo punto si spera che a supporto della sua tesi la Pairetti possegga un diploma o una laurea, peccato però che poi dimostri di difettare di quella intelligenza, che differenzia questa SI un asino da una volpe.

Per quanto mi riguarda invece, preferisco frequentare persone che parlano poco e che all’atto pratico siano poi capaci di dimostrare il loro valore, piuttosto che con chi, parlando a vanvera rimette al vento solo chiacchiere, le stesse di cui recita il saggio rammaricandosi di non poterne ricavare farina, in considerazione del fatto grave, che con le chiacchiere notoriamente non si mangia.

Decenza vuole che quando non si ha saggezza propria si usi almeno quella degli altri, come in questo caso la massima di Mark Twain:

Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza. 

oppure la massima di Oscar Wilde:

A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.

ma forse in questo caso vale la massima esternata da Albert Einstein, che messa a confronto al tema odierno appare come la più azzeccata:

Chiunque si accinga ad eleggere se stesso a giudice del vero e della conoscenza, naufraga sotto le risate degli dei.


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