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Si lavora e si fatica per riempire la panza e uscire con la tipa

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Soldi, soldi, soldi… senti Tizio e questi ammette di non averli, ascolti Caio tanto per sapere se lui sa che fine questi hanno fatto, ed anche lui ammette di non averli. Non una persona che lavora che poi possa godere del frutto del suo lavoro!

Oggigiorno non si lavora più per avere lo stipendio, ma per detenere il bancomat. In parole povere lo stipendio che si riceve a fine mese è in mani non tue, e lo sanno tutti questo, tant’è che se devi pagare una bolletta l’ente erogatore del servizio ti chiede se può accedere al tuo conto per prelevare il dovuto, non sei tu che padrone dei tuoi soldi vai e li prendi, fanno tutto da soli e tu che hai lavorato per averli, il massimo che ti è consentito ti limita al passamano.

È evidente che con queste prerogative non si va lontano, come è altrettanto evidente che andare a cercare l’evasore fiscale tra chi detiene un conto corrente bancario non ne vale la pena, visto che sono anni da quando i vari Governi che si sono susseguiti, chi lavora, neanche li ha visti mai i suoi soldi, figurarsi se ha potuto evadere quei stessi soldi.

Eppure nonostante tutto, siamo ostracizzati da quel politico e poi quell’altro di turno, ad essere il lavoratore a fungere da evasore fiscale più che l’imprenditore, il quale potendo giostrarsi nelle varie scatole cinesi che vengono a comporsi per chi dando lavoro nella Nazione come all’Estero, dispone di più conti e varie forme di contribuzione, vantaggiose o svantaggiose che siano, sono sempre opportunità di cui il semplice lavoratore non dispone, mentre guarda caso politici e imprenditori, come altrettanto Multinazionali e grandi piattaforme web come Amazon, Ebay e tanti altri colossi in rete si, i stessi peraltro che hanno nei loro paesi vantaggi dal Fisco, lo stesso che per chi prigioniero della propria economia in Patria, questa non ammette errori e ti stanga al minimo errore commesso, come se l’importo di un caffè di cui non ti sei interessato a chiedere lo scontrino mandasse in malora lo stesso Fisco per cui giustamente poi questi richiede la tua testa.

Ma ci rendiamo conto o no, che quanto sin qui espresso altro non è per il contribuente che una “immensa” presa in giro?

lavoraSappiamo che il Vaticano non pagando quanto consuma evade milioni, come altrettanti ne evade non pagando le tasse. Avete visto circondare dalla Finanza o meglio da un cordone di Finanzieri il Vaticano per questo? No, vero!? Eppure questo accade da quando i bersaglieri entrarono in Roma e nessuno compreso Mussolini ha fatto si che il Vaticano, una entità straniera dentro uno Stato Sovrano, pagasse per i suoi consumi che al mese dopo la cifra iniziale, vista la vastità dei suoi possedimenti tali cifre evase hanno tutte non meno di tre se non quattro zeri a seguire.

Con questo non voglio insinuare che se il Vaticano versasse all’erario i contributi dovuti si risolverebbe l’evasione fiscale, ma visto il comportamento del Fisco che mette il cittadino nei guai, paragonandolo a un grande evasore, visto quanto riesce a non far pagare al Vaticano, sommiamoci  quanto lo stesso Stato non fa pagare alle oltre cento basi americane sul territorio, che oltre a vampirizzare risorse inquinano anche il territorio stesso. Anche qui il Fisco tiene le mani in tasca e fischia il vento e s’alza la bufera, ma in quanto a fiscalità questa risulta palesemente assente.

Vogliamo poi parlare delle varie aziende gestite da cinesi e extracomunitari nell’italico stivale? Bene, anche queste fino al terzo anno di gestione non pagano nulla e tra tre anni basta cambiare ragione sociale e nessuno chiede loro il lecito, sempre che lecito con il prosieguo della stessa attività questo si possa definire! In compenso ogni tanto ne fermano qualcuno in aeroporto intento ad esportare non certo cultura, ma parte dei nostri beni comuni, e se riesce loro il giochino di portarsi i soldi a casa, lo Stato dovrà indebitarsi di nuovo con la BCE per avere nuovo contante, mentre al furbo a cui la furbizia è riuscita non paga ora ne poi niente, tanto paga pantalone!


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