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Multicuralismo: la visione distorta dell’industriale capitalista

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La Merkel scopre dopo anni e fatta invadere la Germania da extracomunitari, che la convivenza del multiculturalismo è una via impossibile, quando senza fare le prove, alla Merkel sarebbe bastato lei guardare in America, dove il multiculturalismo è nato e dove sin dalla sua creazione il multiculturalismo si è rivelata una utopia, visto che la Natura dopo aver creato l’uomo lo ha suddiviso in razze (che piaccia o no, un caucasico non è uguale a un cinese né a un africano né come fisicità né come mentalità) posizionandole poi in diverse parti del globo, dove ognuna si è dovuta adattare per sopravvivere, la “genialona” avrebbe cosi scoperto l’acqua calda, nel constatare che a distanza di centinaia di anni ogni razza umana ancora si ghettizza da se, anche estradandosi consuma lo stesso cibo e prega lo stesso Dio cosi come le nuove generazioni benché aventi nuove opportunità, trovano naturale unirsi ai loro simili piuttosto che con altri, benché i matrimoni misti avvengono ma in misura minore, tanto che tutt’ora in America vi si trova il quartiere cinese, cosi come quello italiano o quello ispanico e più gente arriva avente diversa natura e più si ghettizza con i suoi simili, le nuove generazioni nate nell’innaturale destinazione dovuta ai genitori, sogna di tornare da dove i genitori sono venuti via e nel contempo, formano bande di giovani o meglio sarebbe dire soldati sodali, che difendono le frontiere che si creano tra i vari quartieri, dando vita a una vita senza quartiere, dove la conquista di un agglomerato in più è orgoglio per il vincitore.

Basterebbe guardare i mussulmani che replicano quanto vivono da dove partono e quando arrivano, l’unica cosa che sanno dare come motivazione, è che hanno deciso di emigrare in quanto dal luogo di provenienza non era più possibile viverci e al contempo, poi lo duplicano nel posto che poi raggiungono.

Solo questo dovrebbe bastare per capire che il multiculturalismo è possibile solo per turismo e la convivenza, è resa possibile solo che per un breve periodo di tempo e che, come già avviene tra gli autoctoni che si suddividosi in classi sociali, occupando i ricchi il centro delle città ed i poveri le periferie.

Immettendo soggetti diversi tra di loro, altro non si crea che nuovi fortini, chiamati oggi quartieri dove ognuno ci vive per se rifiutando a prescindere il convivere se non per convenienza come può essere un posto di lavoro e nonostante tutto, anche li si verranno a creare le varie isole, dove chi credendo di essere più intelligente di altri farà poi la differenza e non serve la scienza per capire quello che anche una sola foto da a intendere a chi non si fa seghe mentali, come si fanno i politici, che da due esseri differenti sanno calcolare solo il voto e non la differente cultura che non li vedrà mai uniti!

Come possono convivere un cinese che mangia riso, con un italiano che mangia in prevalenza pastasciutta? Come possono convivere chi mangia carne di manzo con chi mangia quella di cane? Come può convivere chi mangia foche con chi mangia cavallette? Basta solo questo per capire che la convivenza del multiculturalismo è fattibile a malapena con lo scambio di merci, figurarsi seduti a tavola dove i commensali non condividerebbero neanche il cibo!

Il fatto che da tempo, per turismo, porti la gente a viaggiare attraversando frontiere, questo non significa poi che il mero turista possa convivere con gli autoctoni nel luogo scelto per la vacanza, se non che per un breve periodo dove non rinuncia al suo modo di fare e di pensare, nel quale non si assimilano né le gioie né le problematiche di chi ci vive, in quanto chi vive in albergo per un determinato tempo non subisce alcunché, di quanto possa vivere le problematiche di chi in loco vi è poi nato.

La vita reale non è un sogno né mai lo diverrà, per di più, per chi più con chi più che con i sogni si confronta con la realtà.


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