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La storia insegna “sempre” quello che duole poi dover imparare

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Passano gli anni e in essi crescono nuove generazioni di uomini che si preparano a dominare il presente mentichi questi del passato, purtroppo per loro, dimenticando che la vita è una ruota che gira, gira poi questa finisce sempre a tornare dove questa ha iniziato a girare e, benché il Sommo Poeta nel suo lavoro postumo ce ne lasci a ricordo nei suoi versi dove è che si cela l’inganno, questi lo vediamo ancor oggi ripetuto da politici di bassa lega, intenti in cuor loro di mantenere maniacale il privilegio, che poi li distanzia da coloro che sono chiamati ad amministrate vita e beni, beni che non vengono usati per sanare le problematiche della Nazione e del Popolo, ma per mantenere semmai stipendi, pensioni e privilegi di chi nello spregio massimo che ci riservano affondano proprio il Popolo che quotidianamente li sovvenziona, e che con il giuramento politico prima di accedere al Governo, si sono impegnati a mantenere e tutelare.

Si badi però bene! Non sarà guardandoli torvi o parlandone male che questi soggetti si distanzieranno definitivamente dal bene comune, come le sanguisughe si allontaneranno dal corpo a cui sono attaccate solo dopo aver stillato l’ultima goccia di linfa vitale, di una Nazione gloriosa che partendo da una città ha insegnato al mondo a vivere distinguendosi, mentre ora questa giace in coma per lo scempio che ne è stato fatto, da scelte politiche fatte negli anni presenti e passati.

Purtroppo non manca chi pur di mandare avanti se stesso e la propria famiglia ogni giorno si impegna a fare il suo compito a suo discapito, infatti manca lo sconosciuto “Nocchiere” che riporti giustizia e valori, i stessi messi all’angolo da chi abusa del suo potere, prima distrae il Popolo e poi, uno ad uno per volta li toglie.

Siamo circondati da lestofanti canaglie politiche, miti nell’aspetto e infime nell’animo che è la loro caratteristica principale. In strada allungano le mani per raccogliere consensi, poi, chiusi nelle stanze di potere usano la stessa mano data a questo e quella per minare la sicurezza di chi, di volta in volta, di Legislazione a Legislazione fa si, che l’imperio di cui si avvalgono dopo averlo preteso peraltro facendo finta di chiederlo, tradiscono senza alcun imbarazzo! Probabilmente perché in politica chi vi si inserisce, è gente priva di animo e ancora meno di “nobili” fini e chi ci rimette, è com primis la Patria quanto la cittadinanza tutta.

Purtroppo questo modo di agire non è solo un fare italico ma mondiale, in quanto sembra che agire per fare del bene delle comunità che si gestiscono e benché questo sia insegnamento laico quanto religioso, sia i laici quanto i religiosi lo disattendono, beffandosene poi di chi da loro licenza d’azione col voto o con la remissione dei peccati, per questo la rivolta popolare rimane l’ultima ratio a cui il Popolo può aggrapparsi per ergersi nuovamente come fautore del proprio destino.

Il video che segue è tratto dal film Cromwell del 1970, è uno dei primi film da adolescente che mio padre mi portò a vedere al cinema. Il film tratta la destituzione da parte del Popolo inglese tramite guerra civile verso la Corona inglese, grazie alle gesta di un brillante condottiero militare il cui nome risponde a Oliver Cromwell, il quale passando dalla carriera militare, dalla quale ebbe successi e ne raccolse stima, a quella politica, Cromwell rimase non a caso nel cuore della persone che lo stimavano, tanto da fare storia in un discorso di disappunto alla Camera dei Lords che inizialmente aveva contribuito a creare, discorso da ritenersi talmente attuale che si potrebbe ritenerlo valido come virtù ancora oggi, in qualsiasi parlamento oltre ovviamente a quello inglese.

A seguire il testo del discorso di Oliver Cromwell del 20 aprile 1653 alla Camera dei Lords

Cromwell“È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che voi avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con la pratica di ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli.

Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene del Commonwealth?

Voi, sporche prostitute, non avete forse sporcato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con i vostri principi immorali e atti malvagi? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia!

Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave.

In nome di Dio, andatevene!“.

Che dite, avremo mai in Italia qualcuno capace di fare tanto? Perché questo è quel che c’è da fare, non altro!


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